Muore con le ciaspole sotto la valanga
La tragedia sul Piz Boè
Un tedesco la vittima
 Illeso l´amico L´ha cercato per oltre un´ora nella neve ma quando l´ha trovato  non respirava più

 

 

Con le ciaspole, camminando dal rifugio Boé verso la stazione a monte della funivia del Pordoi, hanno calpestato una traccia sulla neve lasciata da uno scialpinista. Così facendo supponevano di essere al riparo dalle valanghe. Gli sci, però, in quel tratto erano passati in discesa e non in salita e così, probabilmente nel battere la neve col ramponcino che sta nella parte anteriore della racchetta da neve, all´improvviso la valanga si è staccata.
A rimanere sepolti dalla massa nevosa, due alpinisti bavaresi. Gerald Rudolf Runbuchner, 33 anni ne è uscito illeso. Il suo compagno di avventura Franz Demel, 38 anni invece ci ha rimesso la vita.
A nulla è servito il disperato scavare del sopravvissuto sul punto dove l´Arva segnalava la presenza dell´amico: la testa di Franz Demel è spuntata sotto due metri di neve quando per lui ormai non c´era più nulla da fare. Sul posto è intervenuto l´elicottero dell´Aiut alpin Dolomietes che ha recuperato la salma traslandola alla camera mortuaria di Canazei.
Demel e Runbuchner erano partiti mercoledì da Colfosco, in val Badia. Con le ciaspole ai piedi ed ottimamente attrezzati avevano risalito la val Mesdì, tagliando in orizzontale il gruppo del Sella. I due amici avevano trascorso la notte nel ricovero invernale del rifugio Boé da dove di erano mossi ieri di buon mattino diretti alla forcella Pordoi. Difficile stabilire con precisione l´ora in cui la valanga è caduta. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri di Canazei che hanno sentito il sopravvissuto, la disgrazia dovrebbe essere avvenuta fra le 9.30 e le 10. Certo invece il punto dove la massa nevosa è venuta giù: il Valon del Fos attiguo alla val Lasties, lungo il sentiero 627.
Molto vasto il fronte, circa 300 metri, che ha trascinato a valle per analoga lunghezza lo sfortunato alpinista germanico che ha perso la vita. L´altro è uscito miracolosamente vivo dal disastro di neve. Ai carabinieri ha detto di essere rimasto sotto per circa mezz´ora. Un tempo lungo. Forse troppo per sopravvivere. Ma in quei frangenti occorre dire che la percezione del tempo può mutare radicalmente. Gerald Rudolf Runbuchner appena fuori, si è messo a cercare con l´Arva il compagno disperso. Guidato dal segnale sulla verticale del corpo, il sopravvissuto si è messo a scavare con tutte le sue forze per disseppellirlo, arrivando dopo un´ora e mezza e due metri di buco a scoprire la testa. Purtroppo l´uomo era già morto. Solo allora Runbuchner si è spostato dal luogo della tragedia per dare l´allarme via cellulare che nel Valon del Fos dava assenza di campo. Sul posto si è portato l´elicottero dell´Aiut Alpin con il medico rianimatore a bordo che alle 11.25 ha constatato il decesso. Arrivato il nulla osta alla rimozione del cadavere dal magistrato, la salma dell´alpinista è stata portata alla camera mortuaria di Canazei.
Oggi sul posto della valanga gli esperti dell´ufficio neve valanghe della Provincia effettueranno un sopralluogo